Con una svolta significativa, Apple e Google sembrano aver stretto una partnership reciprocamente vantaggiosa. Sfruttando le sue ingenti risorse finanziarie, Apple ha ottenuto l’accesso ai modelli di intelligenza artificiale Gemini di Google. Questa collaborazione è stata messa in evidenza durante l’ evento Google Cloud Next 2026, dove Apple ha ricevuto un riconoscimento speciale e un ruolo di primo piano.
Apple: un attore chiave in Google Cloud
Il fatto che Apple abbia avuto spazio al @googlecloud Next come cliente Gemini è già di per sé notevole. Il fatto che @ThomasOrTK abbia nominato Apple come l’azienda che ha scelto Gemini per alimentare la nuova Siri ha reso la notizia ancora più incisiva. Google si è aggiudicata un cliente di spicco e ha ricordato a tutti i presenti che il più atteso Apple…pic.twitter.com/1GNYSadyWT
— Carolina Milanesi (@caro_milanesi) April 22, 2026
Durante il recente evento Google Cloud Next 2026, Google ha strategicamente presentato Apple come cliente chiave per sottolineare le capacità dei suoi modelli di intelligenza artificiale Gemini. Questa collaborazione fa seguito a un accordo riservato il cui valore è stimato fino a 5 miliardi di dollari, con un potenziale di crescita futura.
Nell’ambito di questo accordo, Apple pagherà circa 1 miliardo di dollari all’anno per i diritti di utilizzo di un modello di intelligenza artificiale Gemini personalizzato con 1, 2 trilioni di parametri sui propri server privati. Questo potente modello migliorerà la capacità di Apple di eseguire complesse query di intelligenza artificiale, garantendo al contempo la crittografia e l’elaborazione stateless dei dati degli utenti per tutelare gli standard di privacy.
Inoltre, l’assistente virtuale riprogettato di Apple, Siri, sfrutterà le TPU e l’infrastruttura cloud di Google, gestite da Apple.È importante sottolineare che Apple rassicura i clienti sul fatto che questa collaborazione non comprometterà i suoi rigorosi protocolli sulla privacy.
Si prevede che il chatbot Siri utilizzerà una versione più sofisticata del modello Gemini, identificata internamente come Apple Foundation Models versione 11, che, secondo le indiscrezioni di Mark Gurman di Bloomberg, dovrebbe essere paragonabile a Gemini 3.
Tenendo conto di questo potenziale di collaborazione, è chiaro perché Google abbia colto l’occasione per dare risalto ad Apple durante il suo evento sul cloud, segnalando l’inizio di una promettente alleanza che potrebbe rimodellare le strategie di entrambe le aziende.
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