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Il futuro dell’intelligenza artificiale di Apple: il chip Baltra
Apple non si sta concentrando solo sui chipset per workstation con la sua transizione ad Apple Silicon. L’azienda starebbe sviluppando un nuovo chipset, nome in codice Baltra, che gestirà principalmente attività di inferenza AI. Un analista del settore ha indicato che la produzione di massa di questi chip proprietari per server dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2026.
Questa notizia segue le recenti notizie sulla collaborazione di Apple con Google per integrare il modello di intelligenza artificiale Gemini in una versione aggiornata di Siri. La discussione su questi sistemi server interni è in corso da tempo, con lo stesso analista che ha delineato gli ostacoli specifici che Apple deve superare nella sua strategia di sviluppo dell’intelligenza artificiale. Con l’integrazione sempre più integrata dell’intelligenza artificiale sia nell’hardware che nel software, Apple si trova in una posizione precaria, attualmente in ritardo rispetto ai concorrenti.
L’implementazione dell’intelligenza artificiale sui dispositivi è prevista entro il 2027
Analogamente alla partnership con Qualcomm, durata fino allo sviluppo di una soluzione 5G sufficientemente avanzata per l’iPhone 16e da parte di Apple, il colosso della tecnologia sembra allinearsi con Google finché non avrà lanciato con successo il suo Large Language Model. Secondo l’analista di TF International Securities Ming-Chi Kuo, Apple sta affrontando due importanti sfide a breve termine nella sua ricerca di una tecnologia di intelligenza artificiale interna.
Il rispetto delle precedenti promesse di Apple in merito ad Apple Intelligence e a una Siri migliorata potrebbe non essere sufficiente.È evidente la necessità di un modello di intelligenza artificiale on-device più sofisticato. Sebbene l’iPhone 17 abbia registrato un’impennata nelle vendite, posizionando Apple davanti a Samsung in termini di quota di mercato per il 2025, Kuo suggerisce che l’impatto immediato dell’intelligenza artificiale on-device sui dati di spedizione sarà probabilmente minimo.
Un breve approfondimento sulla partnership Apple-Google per l’intelligenza artificiale. Circa un mese e mezzo fa ero presente al podcast MM, dove abbiamo parlato della partnership Apple-Google per l’intelligenza artificiale. Ecco i principali spunti di quella parte della conversazione (da ~38:50 a 45:20).Ho leggermente modificato il testo qui sotto…https://t.co/gHgHg8tMmc
— Ming-Chi Kuo (@mingchikuo) 13 gennaio 2026
Nonostante la tregua temporanea offerta dalla partnership con Google, Kuo avverte che questa collaborazione non farà altro che attenuare le pressioni immediate. L’integrazione dell’intelligenza artificiale è destinata a diventare un elemento fondamentale nella progettazione hardware, nei sistemi operativi e nell’esperienza utente complessiva. Guardando al futuro, Apple si trova ad affrontare la sfida a lungo termine di consolidare un maggiore controllo sulle sue principali tecnologie di intelligenza artificiale. L’iniziativa di creare chip per server interni è promettente, poiché la storia dimostra che il silicio personalizzato di Apple offre una notevole potenza di elaborazione e un’impressionante larghezza di banda di memoria, entrambi essenziali per l’efficienza delle operazioni di intelligenza artificiale.
Forse la cosa più importante è che questi chip per server realizzati internamente possono funzionare con un consumo energetico quasi dimezzato rispetto ai tradizionali processori x86, come dimostra l’M3 Ultra, che consuma il 55% di energia in meno durante l’esecuzione di software come HandBrake. Kuo prevede che, sebbene la produzione di massa di questi chip per server inizierà nella seconda metà del 2026, un’implementazione significativa delle funzionalità di intelligenza artificiale sui dispositivi potrebbe iniziare a emergere in modo significativo a partire dal 2027.
Fonte della notizia: Ming-Chi Kuo