La prospettiva di tariffe sui chip imposte a TSMC sembra diminuire, poiché l’amministrazione Trump sta valutando un’esenzione per il leader taiwanese dei semiconduttori alla luce degli impegni sostanziali assunti con gli Stati Uniti.
TSMC si posiziona per le esenzioni nel prossimo schema tariffario, a vantaggio della sua clientela
Per TSMC, i dazi sui semiconduttori rappresentano da tempo una sfida significativa, soprattutto sotto la pressione di dover rafforzare i propri impegni produttivi negli Stati Uniti. Con potenziali dazi che potrebbero raggiungere il 100%, le implicazioni per le catene di approvvigionamento globali, in particolare nelle tecnologie di intelligenza artificiale, potrebbero aver seriamente compromesso le operazioni sia per gli hyperscaler che per i clienti fabless. Recenti rapporti del Financial Times indicano che TSMC potrebbe qualificarsi per un “regime di esenzione”, ma l’azienda non avrà la discrezionalità di selezionare i clienti che beneficeranno delle esenzioni tariffarie.
In base all’accordo, le aziende taiwanesi, tra cui TSMC, che investono negli Stati Uniti saranno esentate dai dazi futuri in proporzione alla loro capacità pianificata negli Stati Uniti.
Questo quadro di esenzione dà priorità all’espansione della produzione, con i beneficiari che dovrebbero vedere un aumento di 2, 5 volte della capacità produttiva dei nuovi impianti, senza dazi doganali. Tali incentivi riflettono la volontà dell’amministrazione di promuovere stabilimenti di produzione robusti in tutto il Paese. Sebbene TSMC possa preferire quali dei suoi clienti siano esentati da questi nuovi dazi, la chiarezza sui limiti al volume di produzione di chip esenti da dazi o sul numero di clienti esenti rimane scarsa.

Il riconoscimento da parte dell’amministrazione Trump del ruolo fondamentale di TSMC nel settore dei semiconduttori apre la strada all’offerta di incentivi sostanziali, come le esenzioni fiscali. In particolare, questa iniziativa emerge mentre Taiwan afferma che trasferire il 40% della produzione di chip negli Stati Uniti è “semplicemente impossibile”, in gran parte a causa delle complessità della catena di approvvigionamento e dell’adesione alla politica N-2. Ciononostante, TSMC ha notevolmente intensificato i suoi impegni nelle operazioni statunitensi negli ultimi mesi, con progressi nella fabbricazione di chip, tecnologie di packaging all’avanguardia e la creazione di un centro di ricerca e sviluppo dedicato.
Sebbene non sia ancora chiaro se altre entità della catena di fornitura taiwanese, come Foxconn e Quanta, trarranno vantaggio da questo schema di esenzione tariffaria, i rapporti suggeriscono che l’attenzione principale delle tariffe sarà rivolta ai prodotti finiti spediti dagli Stati Uniti alla Cina.
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