Il creatore originale mette in discussione la visione di Santa Monica Studio per il nuovo gioco 2.5D di Sons of Sparta: “Questo non è God of War”

Il creatore originale mette in discussione la visione di Santa Monica Studio per il nuovo gioco 2.5D di Sons of Sparta: “Questo non è God of War”

Sviluppi entusiasmanti nell’universo di God of War

La scorsa settimana, durante la presentazione inaugurale State of Play 2026 di Sony, i fan hanno potuto godere di un atteso aggiornamento da parte di Sony Santa Monica. Dopo un prolungato silenzio in seguito all’uscita dell’ultimo DLC di God of War Ragnarok, lo studio ha svelato i piani per un remake della trilogia originale, annunciando anche una nuova collaborazione con Mega Cat Studios. Questa partnership ha dato vita a un nuovo action-adventure in 2.5D intitolato God of War: Sons of Sparta, con protagonista l’iconico personaggio Kratos.

Le voci diventano realtà

La presenza di un titolo God of War in 2.5D è stata oggetto di speculazioni per molti anni, rendendo la sua conferma ufficiale al tempo stesso sorprendente e inaspettata. Da un lato, il costante fermento aveva spinto i fan a chiedersi se il gioco si sarebbe effettivamente concretizzato; dall’altro, le voci ricorrenti alimentavano l’attesa per un annuncio ufficiale.

La reazione di David Jaffe

La diffusione della notizia di Sons of Sparta ha suscitato una serie di reazioni contrastanti nella community dei videogiocatori. Una delle reazioni più degne di nota è stata quella di David Jaffe, co-creatore della serie God of War. La sua delusione per il nuovo gioco era palpabile, come espresso in una serie di tre video pubblicati poco dopo l’annuncio.

“Questo non è God of War”, critica Jaffe nel suo video iniziale.”Cosa stavano pensando [Sony Santa Monica]?”.Pur descrivendo il gioco come “buono”, ne critica la natura generica, sostenendo che questa non è la direzione che i fan di lunga data preferirebbero, soprattutto non una che porti a un’esperienza in stile Metroidvania in 2.5D.

Preoccupazioni sulla direzione del gioco

Jaffe approfondisce ulteriormente le sue frustrazioni, mettendo in discussione la decisione di concentrarsi su personaggi più giovani, criticando in particolare la scelta di includere Atreus come protagonista. Le sue appassionate osservazioni sottolineano il desiderio dei fan di vivere la trama brutale e matura associata a un Kratos completamente sviluppato, piuttosto che esplorare le prospettive degli eroi più giovani.

“Nessuno vuole giocare come Atreus; non vogliamo uno spin-off con lui. Io voglio essere Kratos!”, sottolinea.

Un’analisi più approfondita post-gameplay

Sebbene i suoi commenti iniziali derivassero da una sola ora di gioco, le analisi successive di Jaffe riflettono preoccupazioni più profonde, tra cui il “rumore visivo” e una percepita mancanza di raffinatezza. Per lui, questi elementi sono fondamentali per un titolo first-party, il che suggerisce che, anche se alcuni problemi sembrano di minore entità ad altri, compromettono la qualità complessiva attesa da un gioco di questo calibro.

Nella sua critica, Jaffe sostiene che i giocatori desiderassero un gioco più vicino a titoli come Blasphemous e Ninja Gaiden Ragebound. Ritiene che ciò che i fan desiderano sia un’avventura 2.5D più raffinata e ultraviolenta, incentrata sulla natura feroce del Fantasma di Sparta, piuttosto che un’esperienza incentrata su una versione più giovane di Kratos.

Il cambiamento di focus dello studio

Jaffe sottolinea anche un evidente cambiamento nelle priorità di Sony Santa Monica, suggerendo che i titoli moderni potrebbero privilegiare la narrazione rispetto all’azione viscerale che ha caratterizzato i capitoli precedenti. Questo cambiamento ha portato a decisioni creative che alcuni fan percepiscono come dannose per l’esperienza di gioco.

Riflettendo sul feedback dei giocatori riguardo a certi momenti del gameplay di God of War Ragnarok, Jaffe ricorda una discussione avuta con un ex dipendente di Sony Santa Monica. La discussione evidenziava un’attenzione alla narrazione che potrebbe non essere sempre in linea con le aspettative per un gameplay orientato all’azione che i fan hanno imparato ad amare.

“Oggigiorno la Sony Santa Monica è guidata principalmente, o per lo più, dalla storia”, racconta, esprimendo la sua incredulità per come questo approccio si discosti dallo spirito originale del franchise.

Considerazioni conclusive

Sebbene Jaffe insista sul fatto che le sue critiche siano radicate in una genuina delusione e non in un risentimento personale, l’attenta analisi di Sons of Sparta riflette il suo profondo legame con la serie in quanto creatore. Questa conversazione in corso mette in discussione la direzione intrapresa da franchise amati e il modo in cui si evolvono per soddisfare le mutevoli aspettative del pubblico.

Per ulteriori approfondimenti su queste discussioni e per conoscere il punto di vista completo di Jaffe su Sons of Sparta, guarda i suoi video linkati qui:

Fonte e immagini

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