Tim Sweeney, CEO di Epic Games, non si è risparmiato nel criticare Microsoft in seguito alla pubblicità di Copilot. Con un pizzico di sarcasmo, ha sfidato l’IA a consentire nuovamente agli utenti di posizionare la barra delle applicazioni in verticale, esprimendo al contempo il suo disappunto per l’obbligo di creare un account Microsoft.
Noto per le sue audaci dichiarazioni contro le grandi aziende, i commenti di Sweeney evidenziano una crescente frustrazione tra gli utenti in merito alle recenti modifiche all’interfaccia utente di Microsoft. Una delle modifiche più controverse è stata l’impossibilità di modificare la posizione della barra delle applicazioni, una funzionalità che molti utenti rimpiangono, soprattutto nella transizione da Windows 10 a Windows 11. Il creatore di Fortnite si oppone inoltre all’imposizione degli accessi tramite account Microsoft, che percepisce come un inconveniente per gli utenti.

Meno di cinque ore dopo il post di Sweeney, Elon Musk è intervenuto, riecheggiando le opinioni di Sweeney riguardo al requisito dell’account Microsoft. La rapida risposta di Musk, seguita poi da un tweet ironico e ricco di emoji, illustra l’incredulità condivisa sulle politiche di Microsoft.
Mentre Microsoft continua a promuovere in modo aggressivo gli annunci pubblicitari di Copilot, la risposta generale degli utenti è stata estremamente negativa.
Reazioni negative del pubblico contro gli annunci Copilot di Microsoft
La recente campagna “Hey Copilot” ha visto la partecipazione di diversi influencer e personalità del mondo della tecnologia, ma ha ricevuto un’ondata di critiche sui social media. I livelli di coinvolgimento riflettono l’insoddisfazione del pubblico piuttosto che l’entusiasmo. Tra le collaborazioni degne di nota c’è quella con la YouTuber iJustine, che, nonostante la sua fedeltà ad Apple, spiega agli utenti come utilizzare le funzionalità di Copilot per riattivare i loro dispositivi. Questa ironia non ha fatto che intensificare le critiche di Sweeney.
L’urgenza dietro la strategia promozionale di Microsoft per Copilot è evidente, soprattutto con concorrenti come Gemini e ChatGPT che stanno rapidamente ampliando la loro base utenti. Eppure, anziché generare interesse positivo, gli annunci di Copilot hanno ricevuto principalmente reazioni ostili da parte degli utenti, con alcuni che hanno espresso legittime lamentele riguardo alle notifiche intrusive.
“Ehi Copilota, smettila di mettere i tuoi pop-up di ‘notizie’ spazzatura sul portatile di mio figlio.”
Inoltre, alcuni errori tecnici hanno compromesso la credibilità di Copilot. Una recente pubblicità con protagonista un altro influencer ha evidenziato un errore significativo, in cui l’IA non è riuscita a fornire una raccomandazione corretta, costringendo gli utenti ad agire in modo indipendente, evidenziando ironicamente i limiti di Copilot.
La richiesta di personalizzazione della barra delle applicazioni rimane forte
Al suo lancio, Windows 10 ha dovuto affrontare la sua dose di critiche, ma col tempo si è guadagnato un seguito devoto. Molti utenti apprezzano le funzionalità di personalizzazione offerte da Windows 10, tra cui la possibilità di riposizionare la barra delle applicazioni, una funzionalità a cui molti utenti sono restii a rinunciare a favore di Windows 11.
Infatti, durante i miei test, ho testato diverse posizioni della barra delle applicazioni in Windows 10, il che è stato piacevole rispetto alla mia solita configurazione: un’esperienza che molti appassionati di Windows di lunga data possono condividere.

Nel 2022, il team di prodotto di Microsoft ha spiegato che la rimozione della funzione di riposizionamento della barra delle applicazioni era dovuta alla scarsa domanda di tale funzionalità. Tuttavia, le analisi suggeriscono che un numero considerevole di utenti desidera effettivamente questa opzione. Con l’introduzione di nuove funzionalità e interfacce per la barra delle applicazioni, sembra improbabile che Microsoft ripristinerà la funzionalità di riposizionamento della barra delle applicazioni nel prossimo futuro.
A meno che Copilot non migliori significativamente le sue capacità al punto da poter includere questa funzionalità nelle revisioni del suo codice (un’ambizione alimentata dall’intelligenza artificiale, che secondo quanto riferito rappresenta ora circa il 30% della programmazione di Microsoft), il futuro appare incerto.
Tuttavia, per gli utenti che desiderano modificare manualmente la barra delle applicazioni esistono ancora delle soluzioni alternative, con metodi a cui fa riferimento lo stesso Sweeney nelle discussioni.

Il passaggio agli account Microsoft in Windows 11
Negli ultimi anni, Microsoft ha gradualmente rafforzato la sua posizione sugli account locali. La transizione è iniziata con Windows 10, spingendo gli utenti ad adottare gli account Microsoft durante la configurazione, e si è intensificata con Windows 11, dove la versione Home richiede una connessione Internet e un account MSA immediatamente dopo la configurazione.
Gli utenti di Windows 11 Pro possono ancora creare account locali, ma solo quando il dispositivo è destinato a scopi lavorativi o didattici. Fino a poco tempo fa, erano possibili tentativi di aggirare il requisito MSA, consentendo agli utenti di utilizzare i comandi per creare account locali durante la configurazione iniziale. Tuttavia, a partire da ottobre 2025, questi metodi di aggiramento sono stati ufficialmente disabilitati.
La necessità di una connessione Internet per configurare Windows 11 senza un account locale è sempre più frustrante per molti utenti. Il commento di Musk, in cui concorda con Sweeney in merito alle misure obbligatorie per l’account, sottolinea una preoccupazione collettiva abbastanza forte da influenzare la fedeltà degli utenti verso alternative come Linux o macOS che, pur richiedendo anch’esse la configurazione di un account, esercitano un fascino che Microsoft ha faticato a replicare.
In definitiva, Microsoft sembra inconsapevole dell’insoddisfazione della sua base di utenti, continuando a investire nel marketing di Copilot. Finché una soluzione soddisfacente non soddisferà le esigenze dei suoi utenti, nessuna pubblicità li costringerà ad adottare un prodotto che ritengono venga loro imposto senza considerare le loro preferenze.
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