Gli smartphone Android hanno fatto molta strada, ma c’è ancora un problema fastidioso: il bloatware. Sapete, tutte quelle app preinstallate sul dispositivo, alcune delle quali non userete mai, ma che occupano sempre spazio e consumano dati. La cosa peggiore? Alcune di queste app non possono essere disinstallate nel modo tradizionale, soprattutto le app di sistema integrate nel sistema operativo.È un vero peccato, perché vi costringe a tenervele a meno che non vogliate effettuare il root del telefono, cosa non sempre pratica o conveniente.
Per fortuna, esistono alcuni trucchi che possono aiutarti a sbarazzarti di almeno una parte di questo bloatware senza dover ricorrere a soluzioni drastiche. I metodi variano a seconda di cosa ti senti di fare (o di cosa sei disposto a provare), ma ognuno ha i suoi vantaggi. Aspettati di liberare spazio di archiviazione, ridurre i dati in background e forse anche migliorare le prestazioni. Attenzione però: su alcuni dispositivi, soprattutto quelli con sistemi operativi fortemente limitati, potresti comunque incontrare delle difficoltà. Questi trucchi non fanno miracoli, ma vale sicuramente la pena provarli prima di considerare opzioni più estreme.
Come rimuovere il bloatware da Android senza effettuare il root
Metodo 1: Disinstallare le app direttamente (se possibile)
La prima cosa da provare è il buon vecchio metodo di disinstallazione. Molte app di terze parti, come i social media o i servizi di streaming, possono essere disinstallate facilmente: basta tenere premuta l’icona e toccare ” Disinstalla”. In questo modo si eliminano le app superflue e si velocizza un po’ il processo. Se si notano app che non mostrano l’opzione di disinstallazione, probabilmente si tratta di app di sistema che non dovrebbero essere rimosse in questo modo. Su alcuni telefoni, è possibile disabilitare queste app, impedendone l’esecuzione e nascondendole dal drawer delle app, ma continueranno a occupare spazio di archiviazione. Tuttavia, questo metodo funziona bene per la maggior parte delle app di terze parti e per alcuni bloatware non profondamente integrati nel sistema.
Metodo 2: Utilizzo di ADB per un maggiore controllo
Questa è la soluzione più comune per le app ostinate che si rifiutano di essere disinstallate normalmente. In pratica, si collega il telefono a un PC ed si eseguono alcuni comandi tramite Android Debug Bridge, il pratico strumento chiamato ADB. Perché, ovviamente, Android deve complicare un po’ le cose più del necessario. Ecco cosa vi servirà:
- Scarica gli Strumenti della piattaforma da Google.
- Attiva le Opzioni sviluppatore sul tuo telefono andando su Impostazioni > Informazioni sul telefono > Tocca Numero build 7 volte.
- Tornate su Impostazioni > Opzioni sviluppatore > Debug USB e attivatelo.
Una volta impostato ciò, ecco il flusso di lavoro di base sul tuo PC:
- Estrai gli Strumenti della piattaforma in una posizione che non dimenticherai.
- Apri un terminale (o PowerShell) in quella cartella. Su Windows, fai clic con il pulsante destro del mouse tenendo premuto il tasto Maiusc all’interno della cartella e seleziona ” Apri finestra PowerShell qui”.
- Collega il telefono con un cavo USB. Potrebbe apparire una richiesta sul telefono che ti chiede di abilitare il debug USB: accettala.
- Digita
./adb devicesper verificare che il tuo dispositivo venga riconosciuto (se non viene visualizzato nulla, potrebbe essere necessario risolvere i problemi relativi ai driver). - Per disinstallare, trova il nome del pacchetto (maggiori informazioni di seguito), quindi esegui
/adb uninstall [package_name].
Ad esempio, se vuoi rimuovere YouTube, dovresti eseguire il comando `add-on` /adb uninstall com.google.android.youtube. Per trovare il nome del pacchetto, puoi usare app come Package Name Inspector. Ti mostra tutti gli ID dei pacchetti delle app installate, così sai esattamente cosa digitare in ADB. In questo modo, è più preciso che tirare a indovinare quali app possono essere rimosse in sicurezza.
Metodo 3: Nessun PC, nessun root, solo app e qualche modifica
Questa è una soluzione un po’ più recente e interessante: utilizzare app come Shizuku e Canta per disinstallare le app di sistema senza bisogno di permessi di root. Sfruttano i privilegi di sistema, ma non richiedono l’utilizzo dei permessi di root. Per iniziare, installa entrambe le app dal Google Play Store: Shizuku e Canta.
Innanzitutto, avvia Shizuku, tocca “Associazione” e poi abilita il debug wireless nelle Opzioni sviluppatore. L’app genererà un codice di associazione: inseriscilo in Shizuku quando richiesto. Una volta attivato, avvia Canta, che ti mostrerà un elenco di app e servizi di sistema. Puoi selezionare quelli da rimuovere e Canta si occuperà della disinstallazione senza bisogno dei permessi di root. Fai attenzione alle app contrassegnate in rosso; la loro rimozione potrebbe danneggiare il sistema o causare malfunzionamenti ad altre app. Le app in verde, in genere, possono essere eliminate senza problemi.
Quando potrebbe essere necessario l’accesso root
Alcune app non possono essere rimosse senza i permessi di root. Se hai provato di tutto e continui a trovare app indesiderate che non se ne vanno, il rooting potrebbe essere l’ultima risorsa. Con i permessi di root, strumenti come Universal Android Debloater possono eliminare rapidamente le app di sistema e il bloatware come un coltello caldo nel burro. Attenzione però: il rooting può causare problemi, invalidare la garanzia o addirittura bloccare il telefono se non eseguito correttamente. Se non hai problemi con questi rischi, è un metodo più completo per ripulire il dispositivo.
Quali app puoi rimuovere in tutta sicurezza
È tutta una questione di buon senso. Rimuovi le app che non usi mai: app dell’operatore, app preinstallate da terze parti o duplicati delle app di Google. Ad esempio, se (su un dispositivo sbloccato) non ti serve l’app di messaggistica predefinita perché usi WhatsApp, disattivala o disinstallala pure. Tieni presente, però, che la rimozione di app essenziali come il dialer o la rubrica potrebbe causare problemi, a meno che tu non le sostituisca con alternative. Inoltre, alcune app preinstallate fanno parte del sistema operativo, quindi rimuoverle potrebbe causare problemi di stabilità, a meno che tu non ne sia sicuro.
Incartare
L’obiettivo principale è recuperare spazio e magari migliorare le prestazioni del telefono senza dover effettuare il root completo. Il metodo ADB, insieme alle soluzioni più recenti basate su app come Shizuku e Canta, lo rende fattibile per la maggior parte delle persone con un po’ di pazienza. Non aspettatevi di eliminare ogni singolo bloatware: a volte, per via della stretta integrazione, è necessario lasciare alcune cose come stanno.
Riepilogo
- Se è possibile rimuovere le app, prova prima a disinstallarle direttamente.
- Per le applicazioni più ostinate, dopo aver abilitato il debug USB, utilizza i comandi ADB.
- Se preferisci una soluzione senza permessi di root e con interfaccia grafica, dai un’occhiata a Shizuku + Canta.
- Il rooting è un’opzione da considerare solo se tutto il resto fallisce, ma è più rischioso.
Conclusione
Eliminare il bloatware senza permessi di root richiede pazienza, gli strumenti giusti e un pizzico di fortuna. Questi metodi non elimineranno tutte le app, soprattutto quelle profondamente integrate nel sistema, ma sono sufficientemente efficaci per fare un po’ di pulizia. Fate attenzione alle app di sistema e non rimuovete nulla di cui non siate sicuri: potrebbe causare problemi in futuro. In sostanza, sperimentate e vedete cosa funziona meglio sul vostro dispositivo. Speriamo che questo aiuti qualcuno a risparmiare un po’ di spazio o a rendere il proprio dispositivo un po’ più reattivo.