Aggiornamento di Windows 11 del Patch Tuesday di aprile: una spiacevole sorpresa con Microsoft Edge
Con il recente aggiornamento di aprile di Windows 11 (Patch Tuesday), molti utenti hanno riscontrato un comportamento inaspettato: l’avvio automatico di Microsoft Edge dopo il riavvio del PC successivo all’installazione. Questa peculiarità indirizza gli utenti a una pagina con la scritta “L’aggiornamento di Windows è completato”, suggerendo successivamente di dare un’occhiata alle cinque funzionalità aggiunte di recente, ognuna con un pulsante “Avanti” ben visibile.
L’aspetto più frustrante di questo avvio automatico è l’assenza di un pulsante di chiusura. Sebbene gli utenti possano chiudere Edge manualmente o aprire un’altra scheda, il design sembra intenzionato a spingerli a cliccare sul pulsante blu, una scelta che appare più come una pubblicità che come una funzionalità utile. Inoltre, cliccando in qualsiasi altro punto dello schermo, si continuerà a scorrere tra le finestre che illustrano queste cosiddette “ultime” funzionalità.

Curiosamente, nonostante l’annuncio in grassetto che proclama il successo dell’aggiornamento a Windows 11, in basso compare una piccola nota che recita: “Il tuo PC Windows 11 è stato aggiornato”.Viene da chiedersi perché sia stato necessario ribadire questa informazione, dato che era già ben visibile.
Un tentativo di promuovere Microsoft Edge?
Le scelte di design – ampi spazi bianchi, un segno di spunta in grassetto e un testo poco chiaro – suggeriscono che questo messaggio automatico di Microsoft serva più che altro come strategia per incoraggiare gli utenti a esplorare Edge. Dopo aver cliccato sul pulsante “Avanti” ben sei volte, agli utenti viene mostrato un ultimo pulsante con la scritta “Inizia a navigare”, che apre una nuova scheda in Edge.

Per quanto riguarda le funzionalità che Microsoft invita gli utenti a recensire, difficilmente si possono definire “nuove”.Ad esempio, la funzionalità dei secondi precedentemente rimossa dall’orologio nella barra delle applicazioni è stata ripristinata, ma non suscita l’entusiasmo di un vero e proprio progresso.

Tuttavia, ci sono alcune aggiunte degne di nota, come la possibilità di aggiungere le emoji alla barra delle applicazioni, nonostante molti utenti preferiscano utilizzare la scorciatoia Win + (punto) per accedervi.

Inoltre, la terza caratteristica mette in evidenza una funzionalità di Copilot, operativa da tempo, sottolineando le sue capacità di riassunto dei documenti.

La quarta funzionalità introduce la funzione di annotazione rapida dello Strumento di cattura, che è senza dubbio una risorsa preziosa per le attività quotidiane.

L’ultima funzionalità introduce le Azioni AI nel menu contestuale di Esplora file, un’altra funzione già disponibile ma che può rivelarsi utile se utilizzata correttamente.

Sebbene alcune funzionalità possano essere utili, la presentazione finale si concentra maggiormente su consigli di base adatti ai principianti piuttosto che su aggiornamenti sostanziali.

Visto che Microsoft ha incluso in Windows un’app “Guida introduttiva” e un’app “Aiuto”, ci si potrebbe chiedere quale sia la logica di indirizzare gli utenti a Edge per le introduzioni alle funzionalità di base.

Inoltre, gli utenti potrebbero notare dei pulsanti di feedback in basso a destra nelle pagine delle funzionalità; premendoli viene visualizzato solo un breve messaggio di ringraziamento senza consentire all’utente di chiudere la pagina.

È importante riconoscere che Microsoft Edge, come browser, è piuttosto robusto, dotato di funzionalità essenziali che soddisfano le esigenze di navigazione moderne. Una delle sue caratteristiche principali è l’organizzatore di schede basato sull’intelligenza artificiale, estremamente intuitivo ed efficiente.

Funzionalità di Edge come le schede verticali e la modalità di lettura immersiva sono disponibili da anni, ben prima che funzioni simili comparissero in concorrenti come Google Chrome.

Nonostante questi punti di forza, se Microsoft continua a spingere gli utenti verso Edge in modo così invadente, potrebbe inavvertitamente indurli a optare per browser alternativi.