Kim Hyun Joong riflette sulla lunga lotta legale con l’ex fidanzata
In una discussione sincera nel talk show di YouTube “B-Level Hearing”, il cantante e attore sudcoreano Kim Hyun Joong ha parlato di una tumultuosa vicenda legale durata cinque anni che ha coinvolto la sua ex fidanzata, comunemente nota come “Signora Choi”.Ha affermato che, nonostante l’assoluzione, ritiene di essere uscito dalle battaglie legali senza alcun guadagno o perdita tangibile.
La battaglia inizia
La controversia risale al 2014, quando la signora Choi accusò Kim di aggressione fisica e di averle causato un aborto spontaneo. Kim ammise che la natura protratta del caso richiese “un tempo estremamente lungo” per essere risolta e riconobbe che le narrazioni pubbliche che lo circondano rimangono in gran parte concentrate sullo scandalo, nonostante la sua risoluzione. I resoconti indicavano che Choi aveva chiesto circa 1, 6 miliardi di won (circa 1, 11 milioni di dollari ) di danni, una richiesta che Kim, a suo dire, era stata gestita da un avvocato. Ha sottolineato che la questione è ora legalmente conclusa, come confermato da allkpop.
Dettagli delle accuse
I problemi legali di Kim iniziarono con la denuncia penale iniziale di Choi, in cui sosteneva che lui le avesse ferito le costole e le avesse inflitto un grave disagio emotivo. Sebbene Kim avesse raggiunto un accordo di 600 milioni di won (circa 416.667 dollari ) e accettato una multa di 5 milioni di won (circa 3.472 dollari ) in base a un accordo di riservatezza, la risoluzione si rivelò temporanea, dando luogo a ulteriori contenziosi.
Continuano le lotte legali
Nel 2015, la signora Choi ha intentato una causa civile chiedendo 1, 6 miliardi di won (circa 1, 11 milioni di dollari ), sostenendo che i presunti abusi di Kim avevano causato il suo aborto spontaneo e che lui l’aveva costretta ad abortire. Kim ha replicato con una propria causa per la stessa cifra, contestando la validità delle sue affermazioni come dannose e false, come riportato da soompi.
Risoluzione giudiziaria
Dopo approfondite indagini e ripetute udienze in tribunale, il sistema giudiziario non ha trovato prove sufficienti a sostegno delle sue affermazioni di aborto spontaneo correlato alle azioni di Kim o a dimostrare che fosse stata esercitata una coercizione in merito all’aborto. Nel novembre 2020, la Corte Suprema sudcoreana ha convalidato le sentenze dei tribunali di grado inferiore che imponevano alla signora Choi di pagare a Kim 100 milioni di won (circa 69.444 dollari ) di danni, respingendo la sua richiesta di risarcimento e concludendo un arduo percorso legale.
Impatto sulla reputazione
Le decisioni giudiziarie hanno sottolineato che lo status di celebrità di Kim è stato significativamente influenzato dalle accuse mosse contro di lui, soprattutto perché aspetti critici della narrazione di Choi mancavano di prove concrete. Riflettendo sull’esperienza complessiva, Kim ha ribadito che, personalmente, sentiva di “non aver guadagnato nulla e di non aver perso nulla”, nonostante la sentenza favorevole del tribunale. I suoi commenti sottolineano la persistente influenza sulla percezione pubblica derivante dal calvario legale, anche dopo la sentenza, come evidenziato da Chosun.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, è possibile guardare il segmento completo su YouTube qui:
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